Quali sono i contenuti di scarsa qualità? Ce lo dice Google!

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dicembre 11, 2017

Quali sono i contenuti di scarsa qualità? Ce lo dice Google!

Contenuti di scarsa qualità: foto

In questo articolo è possibile trovare alcuni chiariamenti sui criteri usati da Google per classificare i contenuti di scarsa qualità.

Noi professionisti della SEO abbiamo parlato molto di come creare siti migliori, contenuti validi e di come fornire il valore più alto. Benché questi siano concetti fondamentali da tenere a mente, è altrettanto importante poter riconoscere quali sono gli elementi che Google giudica negativamente. Con gli aggiornamenti legati alla qualità dei siti che si verificano apparentemente su base mensile e sin dall’arrivo dell’aggiornamento Fred nel marzo 2017, la questione dei contenuti di scarsa qualità è stata messa al centro dell’attenzione.

La sezione 7 delle Search Quality Guidelines di Google consiglia al team di valutazione come identificare le pagine di bassa qualità su internet e rafforza l’obiettivo già sottolineato: i siti web e i contenuti forniti da Google sono creati per essere utili agli utenti.

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Contenuti di scarsa qualità: struttura dei link interni

Google, ad ogni modo, ha parlato della sua lista di criteri di bassa qualità sin dal 2012, quando ha depositato un brevetto che ha mirato direttamente ai siti che ripetevano link interni tra le sidabar e i footer.

Quella che una volta era una tecnica SEO, presto è diventata una forma non naturale di manipolare la SERP.

Mentre ci sono alcuni segni ovvi della scarsa affidabilità di un sito (ad esempio quando sembra hackerato o pieno di commenti e pagine spam), ci sono fattori meno ovvi che Google considera come segnali di qualità insufficiente.

 

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Contenuti di scarsa qualità: Phantom 2 Update

Una nota interessante contenuta nel brevetto è quella depositata inizialmente nel giugno 2012, ma che è stata pubblicata nella sua forma recente solo ad aprile 2015.

A fine aprile 2015 abbiamo iniziato a vedere un cambiamento nell’algoritmo di Google che a maggio dello stesso anno fu chiamato Phantom 2 Update. Mentre si ipotizza che Phantom 2 abbia preso in considerazione la nuova lista di criteri di bassa qualità brevettata, molti siti web con contenuti irrilevanti hanno visto una diminuzione del 10% del traffico organico di ricerca.

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 “Ipermonetizzazione” dei contenuti

Google considera una pagina web per natura ingannevole se è stata creata per imbrogliare gli utenti, i motori di ricerca o entrambi. Google ordina che queste pagine vengano registrate come pagine di scarsa qualità.

Uno degli aspetti principali dell’aggiornamento Fred (e dei successivi aggiornamenti di qualità dell’algoritmo) è l’impatto sul rendimento della ricerca per le pagine web che contengono link e annunci pubblicitari associati “eccessivamente monetizzati”.

Credo che Google lo scorso anno abbia fatto importanti passi in avanti per soddisfare le query con alto volume di ricerca che non hanno una singola interpretazione dominante.

Per un certo numero di query, la prima pagina di Google non è più soltanto una lista con le posizioni da 1 a 10, ma è diventata l’elenco dei risultati che meglio corrispondono agli intenti comuni di ricerca.

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Ads e link associati

I siti web che nascondono pubblicità nel contenuto principale (ad esempio pubblicità intrecciate nel contenuto principale o time delay splash ad screen) sono esempi tipici.

Un search quality analyst di Google, Nathan Johns, a dicembre 2016 ha postato via Twitter un annuncio in cui invitava i nuovi siti a pensarci due volte prima di inserire link associati (come Taboola e Outbrain).

Tweet di Nathan Johns

Non tutti i siti hanno preso in considerazione questo avvertimento. Quest’anno ho visto siti aggregatori di notizie e di contenuti cercare servizi di rimozione delle penalità quando il loro problema era, infatti, il numero di ads e blocchi di contenuti affiliati costruiti all’interno dei propri template.

Google vuole che il focus centrale della pagina sia il contenuto principale. Gli utenti dovrebbero poter scorrere le pagine senza trovarsi di fronte a link associati, pubblicità o a dover interagire con sovrapposizioni invadenti.

Un altro problema legato ai link associati (come Taboola e Outbrain) è che nella maggior parte dei casi si fondono con la pagina. L’intreccio li fa sembrare parte della pagina stessa e gli conferisce, quindi, credibilità. In questo modo gli utenti sono più propensi a cliccare. È bene sapere che questo meccanismo è visto da Google in maniera negativa e ha influenza sul tuo rating qualitativo.

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Fattori di fiducia nell’e-commerce

Un altro problema che sto riscontrando sempre di più è la mancanza di attenzione per i dettagli o semplicemente la mancanza sui siti di e-commerce di pagine con spiegazioni chiare e precise riguardo le transazioni finanziarie.

Nella Search Quality Guideline Google delinea il principio “Your Money or Your  Life” (“Il tuo denaro o la tua vita”) e esamina la qualità e l’autenticità di questo contenuto.

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Pagine con transazioni finanziarie

Si ritiene erroneamente che le pagine con transazione finanziaria siano solo quelle del carrello/checkout o i passaggi successivi. Ogni pagina che permette agli utenti di acquistare o aggiungere prodotti nel carrello/cestino è classificabile come pagina con transazione finanziaria.

Queste pagine devono contenere link a quelle pagine che descrivono le politiche di rimborso e restituzione, le informazioni sulla consegna, i termini e condizioni, ecc.

Vale anche la pena sottolineare che mi imbatto in molte pagine di questo genere che sono in realtà duplicati di altri siti web o generate automaticamente tramite strumenti online. Questa tipologia di pagine è importante e non dovrebbe essere trascurata in questo modo.

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Pagine di informazioni finanziarie

Se hai nel tuo sito contenuti che forniscono agli utenti consigli e indicazioni riguardo le proprie finanze, se inviti all’acquisto di beni o hai a che fare con servizi e assicurativi, il contenuto e le informazioni fornite devono essere di alta qualità.

È importante capire la relazione tra parole chiave e contenuto. Sono finiti i giorni in cui le singole pagine erano fatte per classificare singole parole chiave generando numerose “thin pages” o contenuti di scarsa qualità.

Prendiamo un esempio proveniente dal settore assicurativo. Qualcuno ha deciso di creare una pagina per la North American Travel Insurance e le pagine singole per USA, Canada, Cuba e Messico.

Nessuna di queste pagine offre un reale valore agli utenti che cercano un’assicurazione (per queste nazioni specifiche) dato che tutte sono collegate a moduli di richiesta o a generiche pagine di prodotti. A parte il fatto che sono pagine YMYL, la pratica di creare contenuti di bassa qualità danneggia l’interno ecosistema del dominio e ne riduce il valore.

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Conclusione

Può essere detto molto per avere le basi SEO giuste. Aspetto fondamentale è che le tue pagine con i chiarimenti sugli acquisti e le strutture di collegamento interne soddisfino gli utenti e non rimandino a pagine di vendita, specialmente per quanto riguarda i siti di e-commerce.