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Google Panda Update: guida completa

Google Panda Update: foto

Google Panda Update - tutti i dettagli dell'aggiornamento di Google

Google Panda Update è l’aggiornamento di un algoritmo sviluppato da Google per ridurre la prevalenza di contenuti di scarsa qualità all’interno dei risultati dei motori di ricerca e per premiare contenuti unici e interessanti.

Quando Google Panda fu lanciato, aumentavano sempre di più le proteste degli utenti in merito alla crescente influenza delle “content farms”.

L’algoritmo Panda attribuisce alle pagine una classificazione qualitativa, usata internamente e modellata secondo indici di qualità, incorporati come fattori di ranking.

Per riprendersi dall’impatto di Panda, i siti web hanno dovuto arricchire le pagine considerate di scarsa qualità, aggiungere contenuti di alta qualità, eliminare parole di riempimento, annunci e, più in generale, hanno dovuto migliorare l’esperienza degli utenti del sito.

 

Google Panda Update: perché fu necessario creare questo algoritmo ?

L’abbassamento della qualità dei risultati delle ricerche Google e il potenziamento del modello della content farm sono diventati nel 2010 due argomenti molto trattati.

Amith Sighal di Google dichiarò a Wired che benché l’aggiornamento Caffeine del 2009 aveva permesso a Google di indicizzare i contenuti in modo decisamente rapido, aveva permesso anche l’introduzione di alcuni contenuti “non buoni” negli indici. Matt Cutts di Google affermò su Wired che il nuovo problema dei contenuti non fosse relativo allo spam, bensì alla domanda “qual è il minimo che si deve fare per non essere considerati spam?”.

ReadWriteWeb sottolineò:

“Secondo comScore, dalla fine del 2009, due di queste content farm, ossia Demand Media e Answer.com, restavano salde tra le 20 proprietà web più grandi degli Stati Uniti. Demand Media è uno dei maggiori esempi di content farm. Da sola riusciva a immettere nel web circa 7.000 pezzi al giorno. L’azienda agiva secondo una formula semplice: creare tonnellate di contenuti (principalmente poveri di significato) da inserire nei motori di ricerca e, successivamente, mirava a renderli virali attraverso i social, ottenendo molti guadagni grazie alle pubblicità.

Business Insider nel gennaio 2011 affermò: “L’algoritmo di ricerca di Google è finito, è tempo di prendere dei provvedimenti”.

In un altro articolo si sostenne anche:

“Demand Media usa un trucco intelligente utilizzando in modo arbitrario l’ecosistema di Google. Demand [Media] ingaggia migliaia di freelance per produrre centinaia di migliaia di articoli con contenuti di bassa qualità, i cui argomenti vengono scelti secondo il valore che hanno nelle ricerche Google. Dato che Google dà peso a contenuti prolifici e costanti rispetto a quelli di rilievo qualitativo, l’algoritmo di Google posiziona i contenuti di Demand nei piani alti dei risultati delle ricerche”.

Google è ricorso all’algoritmo Panda proprio per far cessare questo genere di attività.

 

Google Panda: il lancio dell’aggiornamento

Panda fu introdotto da Google per la prima volta il 24 febbraio del 2011 insieme a un blog dedicato. Google affermò che l’importante aggiornamento dell’algoritmo avrebbe influito notevolmente sull’11,8% delle query. Lo scopo dell’aggiornamento era il seguente:

“Questo aggiornamento mira a ridurre la presenza nei risultati di siti di bassa qualità che hanno scarsa utilità per gli utenti, testi copiati e incollati da altri siti o siti che non sono molto utili. Allo stesso tempo dà un punteggio più alto ai siti di alta qualità, ossia quelle pagine che hanno contenuti originali e informazioni dettagliate, con analisi ragionate ecc.”

Il fondatore di Search Engine Land, Danny Sullivan, lo denifinì l’aggiornamento dei “farmer”, benché Google rivelò successivamente che “Panda” fosse il nome dell’ingegnere che arrivò alla svolta dell’algoritmo primario.

Secondo alcune analisi di SearchMetrics e SISTRIX in merito a “vincitori e vinti”, si scoprì che i siti maggiormente colpiti erano quelli che avevano familiarità con l’industria SEO. Tra questi siti c’erano anche wisegeek.com, ezinearticles.com, suite101.com, hubpages.com, buzzle.com, articlebase.com e via dicendo.

Content farm come eHow e wikiHow dopo l’aggiornamento migliorarono. Gli aggiornamenti successivi colpirono però anche questi siti più “accettabili”. Demand Media perse 6,4 milioni di dollari nel quarto trimestre del 2012.

Quello che sconvolse maggiormente l’industria SEO fu il grande colpo dato all’article marketing. Chi utilizzava la SEO, infatti, aveva l’abitudine di pubblicare articoli di bassa qualità su siti come ezinarticles.com come forma di link building.

Naturalmente i siti ad essere maggiormente danneggiati furono quelli con un design meno accattivante, numerose pubblicità invasive, parole ripetute, bassi standard editoriali, frasi ribadite, ricerche misere e, più in generale, i siti che non risultavano utili e credibili.

Google Panda: cosa sappiamo di questo algoritmo?

Quando Google parlò dello sviluppo dell’algoritmo con Wired, Sighal affermò che come prima cosa erano stati inviati dei test a dei quality rater ai quali era stato chiesto di rispondere ad alcune domande del tipo: “Forniresti al sito i dati della tua carta di credito? Faresti prendere le medicine consigliate da questo sito ai tuoi figli?”.

Cutts affermò che gli ingegneri avevano sviluppato una lista di domande molto rigorosa. “Consideri questo sito credibile? Questo sito ha troppe pubblicità?”.

Secondo quanto detto nell’intervista, gli ingegneri svilupparono l’algoritmo comparando vari fattori di classificazione con quelli di quality rater. Sighal descrisse il tutto come “trovare un aereo nell’iperspazio che separa i siti buoni da quelli cattivi”.

Sighal ha rivelato poi le 23 domande guida sulle quali si basa l’algoritmo:

  1. Ti fideresti delle informazioni fornite da questo articolo?
  2. Questo articolo è scritto da un esperto/appassionato che conosce bene l’argomento o ha natura superficiale?
  3. Il sito ha articoli duplicati, sovrapposti o ridondanti che trattano lo stesso o gli stessi argomenti con leggere differenze nelle parole chiave?
  4. Forniresti al sito i dati della tua carta di credito?
  5. L’ articolo ha refusi, errori stilistici o di fatto?
  6. Gli argomenti sono dettati dal reale interesse dei lettori o questo sito cerca di immettere contenuti che mirano a ciò che li farebbe classificare meglio nei motori di ricerca?
  7. L’articolo fornisce contenuti o informazioni originali, report originali, ricerche originali o analisi originali?
  8. La pagina fornisce un valore sostanziale se confrontata con altre pagine nei risultati di ricerca?
  9. In che misura è stato fatto il controllo qualità sul contenuto?
  10. L’articolo descrive entrambe le parti di una storia?
  11. Il sito è un’autorità riconosciuta sui suoi argomenti?
  12. Il contenuto è prodotto in serie o dato in outsource a un numero elevato di creatori o distribuito a un’ampia rete di siti così che le singole pagine e i singoli siti non ottengono una simile cura e attenzione?
  13. L’articolo è stato modificato bene oppure in modo approssimativo e frettoloso?
  14. Per una query relativa alla salute, ti fideresti delle informazioni date da questo sito?
  15. Riconosceresti questo sito come fonte autorevole quando ti viene menzionato?
  16. Questo articolo ha una descrizione dell’argomento completa e comprensibile?
  17. Questo articolo contiene analisi approfondite e informazioni interessanti che non risultano ovvie?
  18. Aggiungeresti questa pagina tra i preferiti, la condivideresti o la consiglieresti?
  19. Questo articolo ha un numero eccessivo di pubblicità che distraggono dal contenuto principale o che interferiscono con esso?
  20. Ti aspetteresti di trovare questo articolo su un giornale cartaceo, in un’enciclopedia o in un libro?
  21. Gli articoli sono brevi, inconsistenti o comunque privi di dettagli utili?
  22. Le pagine sono costruite con grande o con scarsa cura per i dettagli?
  23. Credi che gli utenti si lamenterebbero alla vista delle pagine di questo sito?

È bene considerare anche gli aspetti che i quality rater dovevano considerare. Molto importante è risultato il test che riguardava la bassa qualità dei contenuti.

Prendi in considerazione questo esempio: la maggior parte degli studenti deve scrivere articoli durante le superiori o il college. Molti studenti usano delle scorciatoie per risparmiare tempo e fatica, agendo con i seguenti criteri:

  • comprano articoli online o se li fanno scrivere da qualcun altro
  • inventano cose
  • scrivono velocemente, senza bozze o correzioni
  • riempiono i report con foto molto grandi o elementi che possono distrarre
  • copiano l’intero report da un’enciclopedia o parafrasano i contenuti cambiando qua e là le parole o la struttura delle frasi
  • usano fatti noti, ad esempio: “L’Argentina è una nazione. Le persone vivono in Argentina. L’Argentina ha confini”
  • usano molte parole per comunicare solo fatti o idee basilari, per esempio: “I panda mangiano i bambù. I panda mangiano molti bambù. Il bambù è il miglior cibo per il panda.

A marzo 2011 Seo By The Sea identificò Biswanath Panda come il probabile ingegnere dietro l’algoritmo. In un articolo firmato anche da Biswanath vengono dati dettagli su come può essere usato l’algoritmo di apprendimento automatico per fare una classificazione accurata del comportamento degli utenti sulle pagine su cui approdano.

Anche se l’articolo non parla dell’algoritmo Google Panda, il cognome in questione e la materia trattata, fanno pensare che Panda sia anche un algoritmo di apprendimento automatico.

A questo punto molti dell’industria SEO hanno concluso che Google Panda funziona utilizzando l’apprendimento automatico per fare previsioni accurate su come gli essere umani classificherebbero la qualità di un contenuto. Risultano meno chiare le caratteristiche incorporate nell’algoritmo di apprendimento automatico che permettono di determinare quali siti sono di bassa qualità e quali no.

 

Google Panda Recovery

Il percorso per il recupero dopo il passaggio di Google Panda è facile, ma allo stesso tempo difficile.

Dato che Panda premia le prestazioni di siti con contenuti considerati di alta qualità, la soluzione è aumentare la qualità e la unicità dei contenuti stessi.

Anche se è più facile a dirsi che a farsi, è stato provato più e più volte che va fatto esattamente questo per rimettere in carreggiata il proprio sito.

Felix Tarcomnicu ha rianimato un sito rimuovendo i contenuti “thin” (snelli) e quelli di bassa qualità che non erano mai stati utili (in base a tassi di rimbalzo, tassi di uscita, tempo sul sito). Ha poi ripulito la grammatica e ha aggiunto contenuti di alta qualità.

Alan Bleiweiss ha recuperato un sito aiutando gli amministratori a scrivere il contenuto di 100 pagine.

WiredSEO ha aiutato un sito a riprendersi da Panda facendogli cambiare le linee guida dei contenuti generati dall’utente. Ha incoraggiato gli utenti a creare  biografie uniche per evitare i copia-incolla da altri siti. Fino a quel momento gli utenti di un sito avevano usato biografie presenti in altri siti. WiredSEO li ha esortati a cambiarle, a renderle specifiche, in modo da evitare duplicati.

SEOMaverick ha permesso a un sito di risollevarsi deindicizzando le pagine cookie-cutter, raggruppando le pagine contenenti lo stesso argomento in un’unica pagina e aggiornando quelle rimanenti con una copia e una struttura migliore.

 

Miti su Google Panda

Google Panda non riguarda i contenuti duplicati

Il mito più diffuso su Foogle Panda è che riguarda i contenuti duplicati. John Mueller ha chiarito che un contenuto duplicato non viene svalutato da Panda. I dipendenti di Google hanno sottolineato molte volte che Panda premia i contenuti unici, ma questo va ben oltre la mera duplicazione. Panda è alla ricerca di informazioni originali e uniche che forniscono agli utenti un valore.

Mueller ha inoltre detto a un blogger che la rimozione dei duplicati tecnici doveva essere una delle priorità minori, il blogger avrebbe dovuto pensare invece a “ciò che poteva rendere il proprio sito diverso dal sito top dello stesso settore”.

La fonte di questa confusione è sita probabilmente nel questionario di Sighal, alla voce “Il sito ha articoli duplicati, sovrapposti o ridondanti che trattano lo stesso o gli stessi argomenti con leggere differenze nelle parole chiave?”.

Il quesito non si riferisce alla duplicazione tecnica, ma alla ridondanza dei contenuti. I contenuti nuovi vengono premiati maggiormente rispetto a quelli derivativi.

 

Occorre cancellare i contenuti per far felice Google Panda?

Rispondere a questa domanda è piuttosto complicato, poiché Google è spesso fonte di informazioni contraddittorie.

Nel 2011 Michael Wyszmierski di Google suggerì ai webmaster di rimuovere i thin content nel caso fossero stati colpiti da Panda:

“Il nostro nuovo aggiornamento è ideato per ridurre il ranking di siti di bassa qualità, quindi è fondamentale per i webmaster assicurarsi che i siti sia della migliore qualità possibile. Vengono considerati diversi elementi per individuare i siti di scarsa qualità. È bene aver chiaro il fatto che quando una persona fa una ricerca su Google di solito non vuole trovare contenuti scritti male, approssimativi,  copiati da altri siti o informazioni inutili. Per i webmaster è importante, inoltre, sapere che la bassa qualità influenza il ranking dell’intero sito. Se credi di essere stato colpito da questo cambiamento, dovresti valutare tutti i contenuti del tuo sito e fare il meglio possibile per migliorare la qualità globale delle pagine del tuo dominio. La rimozione di pagine di scarsa qualità o lo spostamento di quelle stesse pagine su un altro dominio potrebbe aiutare il tuo posizionamento per via dei contenuti qualitativamente migliori”

Nel 2017 si legge però qualcosa di leggermente diverso.

Gary Illyes di Google ha scritto su Twitter: “Non consigliamo di rimuovere i contenuti per via di Panda, piuttosto di creare maggiori contenuti di alta qualità”

John Mueller, a tal proposito, afferma su Youtube:

“In generale la qualità di un sito dovrebbe essere migliorata significativamente in modo che noi possiamo credere ai suoi contenuti. Quello che vediamo a volte in un sito con molti thin content è che forse ci sono contenuti aggregati da altre fonti, forse c’è un contenuto generato dagli utenti con articoli di bassa qualità. Questo è ciò su cui si deve fare attenzione e agire di conseguenza. Se però vogliamo tenerci questi articoli è meglio evitare di farli apparire nelle ricerche utilizzando un tag noindex”.

Google ha sempre risposto suggerendo il noindex o il miglioramento dei contenuti, non ha mai suggerito un taglio netto a meno che non si trattasse di una mossa per il branding.

Un portavoce di Google ha detto a TheSEMPost: “Invece di cancellare le pagine, il vostro obiettivo dovrebbe essere la creazione di pagine che non cadano in quella categoria: pagine che forniscono valore unico per i lettori, i quali in futuro si fideranno del vostro sito quando lo vedranno tra i risultati”.

Cancellare i contenuti dovrebbe essere considerato solo come mossa per il branding e non come soluzione per rimuovere una penalità data da Panda.

Google Panda e i contenuti generati dall’utente

Google Panda non dà un target nello specifico ai contenuti generati dall’utente. Anche se Panda potrebbe dargli un target, egli tende piuttosto a colpire i siti che producono contenuti di scarso rilievo, come i post di spam o forum zeppi di spam.

Se siete un forum o un blog, non rimuovete i contenuti generati dagli utenti solo perché si vocifera che sia dannoso o “annusato” da Google Panda. Analizzateli piuttosto da un punto di vista qualitativo.

Molti siti ben posizionati usano contenuti generati dagli utenti, per cui se questi contenuti fossero rimossi, i siti perderebbero traffico e ranking. Anche i commenti al post di un blog possono far classificare bene un sito o permettergli di posizionarsi in primo piano.

 

Update Panda: conteggia anche le parole presenti nel testo?

Anche il conteggio delle parole è un aspetto di Panda spesso non compreso dai professionisti della SEO. Alcuni siti commettono l’errore di non pubblicare contenuti che non siano almeno di 250 o 350 parole. Google raccomanda, invece, di pensare al numero di parole che possono rendere un contenuto utile.

Ci sono numerose pagine, ad esempio, con contenuti davvero esigui che Google considera come pagine di qualità, tanto da meritare uno snippet in primo piano. In uno di questi casi il contenuto principale è di meno di 63 parole. Molti avrebbero avuto difficoltà a scrivere un pezzo simile con almeno 350 parole senza spammare. Quindi hai solo bisogno delle parole giuste per rispondere alla query.

Mentre il conteggio delle parole può essere un modo conveniente per identificare le pagine “thin” di alcuni siti, secondo Mueller non è un fattore che viene specificatamente utilizzato da Panda.

 

Google Panda non colpise Ads e link associati.

I siti associati e “fatti per le pubblicità” spesso sono presi di mira da Panda in modo più frequente rispetto ad altri siti. Questo non accade però perché vengono mirati di proposito. Un portavoce di Google ha affermato su TheSEMPost:

“Un esempio estremo è quando la funzione principale di un sito è quella di incanalare persone su altri siti attraverso ads o link associati, il contenuto è ampiamente disponibile in internet o è prodotto in modo frettoloso ed è costruito esplicitamente per attrarre utenti dai motori di ricerca”.

Mueller ha affermato:

“Nello stesso tempo noi notiamo che dietro molti link associati ci sono persone pigre che copiano e incollano i feed che ricevono e li pubblicano sui propri siti. Questo tipo di contenuti di scarsa qualità o thin content è qualcosa veramente difficile per noi da mostrare nelle ricerche”.

In altre parole questi siti sono colpiti per le stesse ragioni: non hanno fornito contenuti persuasivi, unici e coinvolgenti.

 

La SEO tecnica non gioca nessun ruolo 

Panda si focalizza solo sul contenuto e non sul modo in cui usate i tag H1 o quanto è veloce il caricamento della vostra pagina.

Detto questo la SEO tecnica può essere comunque una parte importante per la SEO e per il ranking in generale, quindi non va ignorata.

La SEO tecnica, tuttavia, non ha alcun impatto diretto con Google Panda.

 

Evoluzione di Google Panda Update: cronologia

Sicuramente Google Panda ha il più grande record di date di aggiornamenti. Questa si spiega perché Panda è esterno all’algoritmo core di Google. I punteggi dei contenuti vengono perciò modificati solo in prossimità della date dei nuovi aggiornamenti.

Ciò continuò fino all’11 giugno 2013 quando Catts dichiarò a SMX Advanced che, mentre Panda non era direttamente incorporato all’algoritmo di Google, i suoi dati venivano aggiornati mensilmente e rilasciati lentamente durante il mese stesso, ponendo fine ai bruschi impatti industriali associati agli aggiornamenti di Panda.

Le convenzioni sulla numerazione sono alquanto confuse.

Ci si aspetterebbe che gli aggiornamenti core all’algoritmo Panda corrispondano a 1.0, 2.0, 3.0 e 4.0, tuttavia nessun aggiornamento fa riferimento al 3.0 e, col senno di poi, il 3.1 non è stato un aggiornamento core.

I refresh che aggiornavano i risultati di ricerca ma non l’algoritmo Google Panda in sé, erano di solito numerato come ci si aspetterebbe da un software (3.2,3.4,3.5 ecc.). Ci sono stati molti refresh per la versione 3 dell’algoritmo che, per un dato periodo di tempo, non hanno avuto la nomenclatura convenzionale e la società si è riferita ad essi soltanto con il conteggio totale degli aggiornamenti di Google Panda (sia i refresh sia gli aggiornamenti core).

Anche dopo aver compreso questa modalità, non è del tutto chiaro se tutti gli aggiornamenti minori di Panda fossero solo refresh di dati o se alcuni di loro incorporassero nuovi fattori.

Questa la cronologia degli aggiornamenti di Panda:

  • 1.0: 23 febbraio 2011. Fu introdotta la prima iterazione di un aggiornamento dell’algoritmo senza nome (venne colpito il 12% delle query) che sconvolse l’industria dell’ottimizzazione del motore di ricerca e le grandi “content farm” esistenti in quel periodo.
  • 2.0 (#2): 11 Aprile 2011. Il primo aggiornamento all’algoritmo core di Google Panda. Questo aggiornamento includeva elementi aggiuntivi come i siti che gli utenti di Google avevano bloccato.
  • 2.1 (#3): 9 Maggio 2011. Dapprima Google chiamò questo aggiornamento Panda 3.0, successivamente chiarì che si trattava solo di un refresh dei dati.
  • 2.2 (#4): 21 giugno 2011
  • 2.3 (#5): 23 luglio 2011
  • 2.4 (#6) Internazionale: 12 agosto 2011. Google Panda fu esteso a tutto il mondo, tranne in Giappone, Cina e Corea.
  • 2.5 (#7): 28 settembre 2011
  • (#8) “Flusso correlato a Panda”: 5ottobre 2011. Cutts annunciò di tenersi pronti per un” flusso correlato a Panda nelle prossime settimane”.  Le date di questi aggiornamenti minori furono 3 ottobre, 13 ottobre 18 novembre. Può avere considerare questo annuncio come l’inizio del 3.0, dato che segnò l’inizio di un periodo di refresh più frequenti e piccoli, molti dei quali sono rimasti non tracciabili.
  • 3.1. (#9): 18 novembre 2011. È chiaro, in retrospettiva, che l’annuncio di Cutts del 5 ottobre segnò l’inizio di un periodo in cui i refresh divennero più frequenti e non sempre annunciati dall’azienda. Un aggiornamento più noto ci fu il 18 novembre e fu considerato il 3.1, il primo ad essere creato dall’azienda come parte degli aggiornamento del 3.0.
  • 3.2 (#10): 18 gennaio 2011. Google ha confermato che questo aggiornamento non apportava cambiamenti all’algoritmo. Molto probabilmente in questa data ci fu un più massiccio refresh di dati.
  • 3.3 (#11): 27 febbraio 2012
  • 3.4 (#12): 23 marzo 2012
  • 3.5 (#13): 19 aprile 2012
  • 3.6 (#14): 27 aprile 2012
  • 3.7 (#15): 8 giugno 2012. Un refresh dei dati più potente dei precedenti secondo gli strumenti di ranking.
  • 3.8 (#16): 25 giugno 2012
  • 3.9 (#17): 24 luglio 2012
  • 3.9.1 (#18): 20 agosto 2012. Un update relativamente minore che diede inizio a una nuova convenzione nomenclativa.
  • 3.9.2 (#19): 18 settembre 2012
  • #20: 27 settembre 2012. Un update relativamente più ampio che diede inizio anche a una ennesima nuova convenzione nomenclativa. In seguito l’azienda ha riconosciuto la difficoltà della nomenclatura 9.x.x e ha confermato che gli aggiornamenti di quello che essi chiamavano Panda 3.0 sarebbero continuati per un periodo molto lungo.
  • #21: 5 novembre 2012
  • #22: 21 novembre 2012
  • #23: 21 dicembre 2012. Un leggero refresh di dati.
  • #24: 22 gennaio 2013
  • #23: 14 marzo 2013. Questo aggiornamento fu preannunciato e gli strumenti hanno suggerito che si verificò approssimativamente in questa data. Cutts sembrò suggerire che questo sarebbe stato l’aggiornamento finale di Google Panda e che sarebbe stato incorporato direttamente nell’algoritmo di Google, benché ciò non accadde.
  • “Dance”: 11 giugno 2013. Questa non è la data di un aggiornamento, ma il giorno in cui Cutts chiarì che Panda non sarebbe stato incorporato nell’algoritmo, ma sarebbe stato aggiornato mensilmente con avvii più lenti, piuttosto che con il refresh dei dati.
  • “Recovery”: 18 luglio 2013. Un aggiornamento mirato a correggere alcune attività di Panda.
  • 4.0 (#26): 19 maggio 2014. Un importante aggiornamento di Google Panda (influì sul 7,5% delle query). Si è pensato che questo fosse un aggiornamento all’algoritmo Google Panda e non un semplice refresh, soprattutto alla luce delle dichiarazioni di Cutts.
  • 4.1. (#27): 23 settembre 2014. Un altro grande aggiornamento (influenzò dal 3 al 5% delle query ) che includeva importanti cambiamenti all’algoritmo Panda. Visto il lento avvio, la data esatta non è chiara, ma l’annuncio risale al 25 settembre.
  • 4.2 (#28): 17 luglio 2015. Google Panda Update 2015: Google annunciò un refresh di Panda che avrebbe impiegato mesi ad avviarsi. Vista la natura lenta del lancio, non è chiaro l’impatto sostanziale e il momento in cui accedde precisamente. Google Panda 2015 è stato l’aggiornamento finale di Panda confermato dall’azienda.
  • Incorporazione nell’algoritmo core: 11 gennaio 2016. Google confermò che Panda fosse stato incorporato nell’algoritmo core di Google. Forse come parte del lento avvio del 17 luglio 2015. In altre parole, Panda non è più un filtro applicato sull’algoritmo di Google, ma è incorporato come ennesimo fattore del core ranking. Non è stato però chiarito se Panda agisca in tempo reale o meno.